Urbanistica INFORMAZIONI

Cinque secoli di architettura urbana

Cristoforo Colombo, arrivando a Cuba nel 1492, pare abbia esclamato: “Questa è la terra più bella mai ammirata da sguardo umano”.
Dal punto di vista urbanistico, il processo che si è successivamente innescato non aveva precedenti sin dall’epoca Romana. Diego Velazquez, agli albori del XVI secolo, fondò a Cuba sette insediamenti, chiamati “villas”, disposti lungo la costa a seguire l’andamento orografico del paesaggio.
I coloni avevano uno spirito pragmatico, e le nuove città e i nuovi edifici venivano configurati per adattarsi alle esigenze della popolazione e al clima della zona, tenendo conto della disponibilità di materiali locali, nonché assimilando progressivamente i modelli urbani ed architettonici europei, una forte impronta data dagli immigrati che da ogni parte del mondo lì si stabilivano.
Queste influenze hanno fatto sì che si plasmasse una cultura che oggi si distingue per un’eredità di cinque secoli di architettura, sviluppo del Paese ed identità culturale.

Lo spirito dell’Avana: Genesi ed Evoluzione

Una delle sette villas originarie, L’Havana, sorse nel 1519 in prossimità del suo porto.
La sua posizione cruciale alla fine ha favorito il fiorire delle attività commerciali delle flotte Spagnole, nonché lo sviluppo di un’importante industria navale.
Queste caratteristiche consentirono alla città di conquistarsi un rango principale tra le colonie di oltreoceano, giocando un ruolo fondamentale di connessione tra Vecchio e Nuovo Mondo, motivando così gli Spagnoli a costruire delle fortezze per difendere l’Avana dagli attacchi dei pirati. Castelli, chiese, conventi e palazzi vennero costruiti dagli ingegneri militari e dagli artigiani europei, e divennero i prodromi del paesaggio urbano dell’Avana, con la sua griglia medievale di stradine strette e buie, che respirano attraverso una rete di piazze e piazzette, a costituire il carattere policentrico della città.
Nel 1603 Cristòbal de Roda disegnò il primo piano urbano della città, abbozzando la cinta muraria che successivamente avrebbe circondato la città.
I Piani successivi, in particolare quelli disegnati dalla marina Inglese, che nel 1762 aveva conquistato temporaneamente l’Avana, vennero analogamente concepiti con un impianto militare.
Dal punto di vista architettonico, gli edifici vennero concepiti attorno a delle corti, secondo lo stile che la Spagna aveva acquisito dalla cultura moresca. Tale scelta venne a poco a poco accettata dalla popolazione locale, in quanto la tipologia a corte ben si adattava alle esigenze climatiche locali.
I cambiamenti significativi del primo periodo coloniale avvennero alla fine del XVIII Secolo, con la trasformazione della Plaza de Armas nel principale centro civico dell’Avana e con la realizzazione di promenades pubbliche, l’Alameda de Paula e l’Alameda de Extramuros.
Questi progetti contribuirono a rendere l’immagine della città maggiormente simile alle mode europee: gli spazi creati per apprezzare la natura nella città avevano aggiunto un ulteriore livello di significato all’Avana.
La trasformazione dell’antica piazza d’armi in uno spazio civico ebbe un effetto particolarmente forte sull’evoluzione del genius loci della città, giustapponendo dei nuovi imponenti palazzi barocchi accanto al Royal Force Castle, di stile rinascimentale.
Nel XIX secolo l’Avana vide un periodo di prosperità e splendore, basati su una costante crescita economica, L’urbanistica coloniale lasciava il passo ad un’espansione urbana continua: istituzioni progressiste favorirono la costituzione di un ambienta aperto alla scienza e alla tecnologia, facendo sì che Cuba si inserisse nell’economia mondiale, e l’Avana si adattasse a molteplici cambiamenti.
Un numero sempre maggiore di cittadini veniva a contatto con la “cultura”, costruendo così un forte senso di identità. In architettura, il nuovo stile adottato fu il neoclassicismo, quasi ad esprimere un bisogno di ordine, razionalità e perfezione.
Il Plan de Ensanche (1817-1819) del Colonnello-Ingegnere Antonio María de la Torre proiettò l’espansione della città oltre le sue mura, articolandola lungo le vie di connessione della campagna alla città.
Questo piano favorì il restyling delle arterie principali con porticati in stile Neoclassico, chiamati calzadas, che divennero ben presto una delle caratteristiche più distintive del paesaggio urbano dell’Avana, così in contrasto con il carattere della città intra muros.
Le prime trasformazioni urbane in termini di scala e design vennero portate avanti durante il mandato del Governatore Miguel Tacon (1834-1838) il quale, anticipando i boulevards parigini di Haussman, riuscì a riformulare il paesaggio urbano dell’Avana con uno stile monumentale attraverso la costruzione di avenues ampie e rettilinee, e camminamenti decorati con fontane e statue.
Nella prima metà del XIX secolo, lungo la Calzada del Cerro, la nascente borghesia costruì una serie di ville Neoclassiche, chiamate quintas, con giardini e portici anteriori che furono anche il modello per il nuovo distretto di El Vedado, progettato da Luis Yboleón nel 1859.
Il piano di Yboleòn enfatizza la simmetria, con una griglia regolare definite da avenues a tre corsie, lungo le quali venivano edificati i lotti.
Gli edifici che affacciavano sulle avenues avevano un giardino privato di 5 metri di profondità, ed un portico di 4 metri, entrambi a fungere da prima separazione tra gli spazi pubblici e privati.
Questa soluzione assicurava la privacy e al contempo dava vita ad un’estetica urbana ben definita. Lungo la Alameda de Extramuros, poi rinominata in Paseo de Isabel II, a seguito delle ordinanze del 1861, aprirono ristoranti, caffè all’aperto e teatri. Le stesse ordinanze regolarono i nuovi Distretti del Ring of Havana (The Walls Subdivision), sviluppati dall’ingegnere militare Juan Bautista Orduña nel 1865, dopo la demolizione delle mura avvenuta nel 1863, ad imitazione dei modelli metropolitani europei.
El Vedado e The Walls district hanno segnato la nascita dell’urbanistica moderna dell’Havana. Ancora, lo sviluppo nel 1901 del Malecón, da parte degli ingegneri statunitensi Mead and Whitney, ridisegnò il waterfront dell’Avana, divenendo un boulevard esemplare per riaffermare la capacità della città di riappropriarsi del suo genius loci.

*Traduzione di Alessandra Fidanza.

Data di pubblicazione: 27 marzo 2012